
Mostra Specialistica a Monza nell'Ottobre del 1997.Ermanno Galione premia
l'autore di quest'articolo.
MEGLIO TARDI CHE MAI
Il Presidente del Club dell’Arricciato Padovano, il mio Club, mi ha
invitato a commentare con un articolo la decisione presa, pochi giorni fa,
dalla C.T. Che cosa ha deliberato la Commissione Tecnica? E’ presto
detto.A partire dalla prossima stagione mostre (2006) la voce Testa e Collo
nello standard di giudizio dei Padovani, così come del resto da noi
chiesto 13 anni fa, sarà portata a 20 punti. Nello stesso tempo verrà
ridotta di 5 punti la voce Piumaggio.Ho accettato, inutile dirlo, con entusiasmo.
Volevo poter scrivere che questa decisione non mi è giunta imprevista,
inaspettata inattesa: ma non sarebbe stato vero.
Da qualche anno (e lo considero un grosso errore) non abbiamo più la
possibilità di conoscere, tramite I.O., i verbali delle varie C.T.
e di conseguenza non avevo, io come tutti gli altri allevatori, la più
pallida idea di cosa stesse bollendo in pentola, come si suol dire, nella
mia specializzazione.
Volevo ricordare tutto quanto, noi del Club, abbiamo fatto per giungere a
questo risultato è forse sarebbe stato utile un breve bignami delle
puntate precedenti.
Volevo andare in archivio, (Indro Montanelli ha scritto che l’archivio
è un’arma molto più raffinata del coltello, ma ha il vantaggio
di non essere perseguibile penalmente), a scovare tutta quella che è
stata la fitta corrispondenza di tanti anni di lavoro fra noi del Club e le
varie C.T. che si sono succedute in questi anni.
Volevo scrivere del Padovano ciuffato singolo (ciuffato si fa per dire) che
due anni fa, nonostante le continue rassicurazione avute in merito dalle C.T,
in tutti questi anni sui canarini con difetti del genere, vinse il Campionato
Italiano a Bari: ma non mi è parso il caso.In questi momenti, molto
elegantemente, certe cose bisogna dimenticarsele.Almeno così mi è
stato insegnato.
Mi sono trovato nella situazione, invidiabile, del centravanti che ha la possibilità
di tirare un calcio di rigore in un derby, ma preferisce – di proposito
– buttare la palla in curva. Acqua passata non macina più.Sopratutto
perché un mio Presidente, una sera di Novembre di tanti anni fa, dopo
l’ennesimo no della C.T alla nostra proposta, mi disse sconsolato «
Il problema non è fare degli errori, è non considerarli errori.
I fatti diranno se avevamo ragione o torto.Se avevamo torto, lo riconosceremo
lealmente.Se avevamo ragione, fingeremo di essercene dimenticati.».Non
me lo sono mai dimenticato. Quel Presidente si chiamava Ermanno Galione. Ecco
perché tutto quello che avrei – forse – dovuto fare non
lo faccio. Anche perché non si può parlare sempre e solo del
passato, quando il futuro incombe e non si annuncia per niente roseo e infine
perché trovo certe polemiche datate e un po’ stantie.
Una cosa invece volevo dirla: e la dico chiara, la dico tutta, e la dice per
bene.
Mi hanno insegnato che, nella vita, è meglio il tardi che il mai.Questa
potrà sembrare una banalità (e forse lo è) ma è
una verità sacrosanta. Sono contento e felice della decisione presa
dalla C.T. E’ stato un provvedimento saggio, anche se tardivo, che certamente
porterà benefici alla nostra razza: una risoluzione che tiene conto
della situazione oggettiva dei Padovani in Italia e in Europa.
Ciò detto e confermato non posso e non voglio dimenticare che ci sono
state persone come Galione che queste cose le avevano capite sul finire del
1993 e chi lo capisce adesso.Questione di riflessi.
Quando mi è stata comunicata la notizia il mio pensiero e subito andato
ad Ermanno e a tutto il lavoro che ha fatto, tutti i rospi che ha dovuto ingoiare,
tutte le arrabbiature che si è preso, lavorando a questa causa.Galione
e questo, sono sicuro sia riconosciuto da tutti quelli che l’hanno conosciuto,
era un uomo di capacità e intelligenza non comuni.Ci ripeteva spesso
quest’aforisma, quasi a giustificarsi, o a rincuorarci tutti: «Nessuno
di noi è intelligente come tutti noi insieme»; fu uno splendido
Presidente per il nostro Club, il migliore che abbiamo mai avuto. Ben presto
ci sorprese per la sua capacità di capire e gestire lavori più
complessi, di coordinare gli allevatori e i membri del Consiglio Direttivo
senza mai creare tensioni, senza mai alzare la voce. Mai invadente, sempre
disponibile con tutti, un pochino, bisogna ammetterlo, permaloso ma si sa
nessuno è perfetto: parole che scrivo con fatica, che non maneggio
abitualmente, mi pare quasi di comporre un «santino». Ma fu sempre
così e, infatti, conquistò la fiducia di tutti. Oggi è
un giorno felice per il nostro Club.Ma in questo frangente, non va dimenticato,
che senza Ermanno, senza tutto il lavoro che fece con i suoi collaboratori
(fra questi, modestamente, c’ero anch’io e di questo me ne faccio
vanto) questo giorno non sarebbe – forse – mai arrivato. Ecco.Quest’articolo
nasce dalla necessità di ricordare colui che si è battuto più
di tutti, in prima persona, per arrivare a questo risultato. L’ho scritto
per restituire quella voce ai tanti allevatori che ne sentono la mancanza.
E, lo confesso, per trascorrere qualche ora ancora con lui.Galione, di lassù,
non può replicare.Ma può essere orgoglioso e felice di quello
che ha fatto per noi, questo si. Altrimenti, che senso avrebbe il Paradiso?
gvalendi@rivolta.it

Club del Padovano
Valendino Giuseppe
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24-12-2005